• LOCATION 15 | Storie, misteri e leggende del Lago di Como lungo la Greenway

    Dosso di Lavedo - Balbianello

    Dosso di Lavedo - Balbianello on Lake Como audio tour Storie, misteri e leggende del Lago di Como lungo la Greenway

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    Stai camminando lungo il margine occidentale del Dosso di Lavedo, una piccola penisola boscosa modellata dal ghiacciaio proveniente dalle Alpi durante l’era Glaciale. Quando il ghiacciaio si ritirò e si sciolse diede origine al lago di Como e il Dosso di Lavedo divenne un’isola. Intorno al 1400, una frana si staccò dal pendio sovrastante per le abbondanti piogge e distrusse ogni cosa incontrata lungo il percorso. Si formò così un nuovo lembo di terra che univa l’isola alla costa dando origine alla penisola attuale. Non si sa se sia verità o leggenda ma a me piace pensare che sia andata così!



    Proprio sulla punta della penisola si trova una delle più maestose e conosciute ville del lago: la Villa Balbianello. Sin dal 13° secolo, dove ora è la villa, c’era un monastero francescano. Il cardinal Durini ne acquistò la proprietà nel 1785, dopo aver fallito nel tentativo di acquistare l’isola Comacina. Egli trasformò il monastero in una villa che divenne la sua residenza estiva. Aggiunse una loggia che consente di ammirare due diversi panorami sul lago. Alla sua morte, suo nipote Luigi Porro Lambertenghi ereditò la villa che divenne un centro dell’attività repubblicana e punto d’incontro dei patrioti. Dopo alcuni anni la villa fu venduta a un suo amico, Giuseppe Arconati Visconti, nonno del regista Luchino Visconti.

    

L’imprenditore americano Butler Ames si innamorò della villa nel 1915. Fece una prima offerta di acquisto alla famiglia Visconti che la rifiutò. Dopo una serie di offerte crescenti, riuscì ad acquistare la villa nel 1919. Nel 1974 gli eredi di Ames la cedettero all’imprenditore ed esploratore conte Guido Monzino, a capo della prima spedizione italiana sul monte Everest. Egli lasciò gli esterni della villa sostanzialmente identici ma rinnovò completamente gli interni, creando passaggi segreti che collegavano diverse parti della proprietà. Allestì anche una mostra di manufatti e cimeli delle sue spedizioni.



    Monzino morì nel 1988 e lasciò la villa con i suoi meravigliosi giardini al FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Oggi la villa è visitata ogni anno da oltre 100 mila turisti. E’ anche un posto mozzafiato per riprese cinematografiche. Qui fu girata la scena di Casino Royale dove James Bond si riprende dopo una pessima giornata. E la scena del matrimonio segreto di Skywalker e Amidala in Guerre Stellari 2. Non perdere l’occasione di visitarla lungo il percorso di ritorno!



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