• LOCATION 4 | Storie, misteri e leggende del Lago di Como lungo la Greenway

    Lariosauro

    Lariosauro on Lake Como audio tour Storie, misteri e leggende del Lago di Como lungo la Greenway

    Gira a destra in via Andrea Castelli e continua a camminare.



    Per molto tempo si è creduto che un mostro vivesse nelle profondità del lago di Como. Fu chiamato Lariosauro, da Lario che è il nome del lago. Nel novembre del 1946 due cacciatori affermarono di aver visto una creatura vicino alla riva lunga circa 10 metri e coperta da spesse squame rossastre. I cacciatori spararono nella sua direzione ma il mostro si diresse rapidamente verso il centro del lago e sparì emettendo un verso sibilante.

    Non lontano da qui, altri avvistamenti hanno alimentato la leggenda del Lariosauro negli anni successivi. Nel 1954 un uomo e suo figlio videro un animale dal muso tondo e dai piedi palmati che nuotava nel lago. Non era molto lungo, solo 80 centimetri, forse una rara lontra oggi completamente estinta. Tre anni più tardi, una batisfera incontro un altro mostro a 90 metri di profondità vicino Dervio. La testa era simile a quella di un coccodrillo ed era lungo circa due metri. L’ultimo avvistamento risale al 2003 vicino a Lecco, dove fu vista un anguilla gigante di circa 10 metri.



    Ma il Lariosauro non esiste solo nelle leggende. E’ anche il nome dato a un rettile preistorico scoperto nel 1830 a Perledo, località sull’altra sponda vicino a Varenna. Lungo un metro o anche meno, resta uno dei più piccoli dinosauri acquatici mai scoperti. Tradizioni popolari, un pizzico di verità e alcune gocce di fantasia sono gli ingredienti perfetti per una leggenda!


    Altre storie sono legate alle montagne che si ergono sul versante alla tua sinistra. Sul Monte degli Stampi sopra Tremezzo, impresse nelle rocce si trovano delle impronte a forma di zoccolo. I pastori le chiamavano le impronte del diavolo perché credevano che fossero le tracce di Satana. La leggenda racconta di un’eruzione vulcanica avvenuta in tempi remoti. L’eruzione fu talmente violenta che mise in fuga non solo i cavalli che vivevano su questi monti ma persino il diavolo, le cui impronte si fissarono nella lava ancora calda e morbida.

    Secondo un’altra leggenda, l’arca di Noe si arenò su queste montagne durante il Diluvio Universale e le impronte a forma di zoccolo furono lasciate dai cavalli scesi dall’imbarcazione. Le impronte sono in realtà i fossili di conchiglie chiamate Conchodon che vivevano nel mar della Tetide, un oceano preistorico che ricopriva quest’area durante l’era Triassica.

    Prosegui sempre dritto.

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